Antologica 1983-2018 di Guido Corazziari

Sabato 15 Dicembre h. 19.00 alla Galleria 206, via dei Mille 206 a Bari, inaugurazione della mostra “Antologica 1983-2018 di Guido Corazziari”.

Opere su tela e luminose e altro per raccontare trentacinque anni di attività dell’artista, architetto e docente dell’Accademia di Belle Arti di Bari.

ORARIO: dalle 18.00 alle 21.00, dal Giovedì alla Domenica. Apertura speciale natalizia anche nei giorni 17-18 e 19 Dicembre. Testo di presentazione di Michela Laporta. A cura della 206.

Le opere di Guido Corazziari sono costruite secondo un ordine/disordine in cui forme, macchie, colori e sovrapposizioni, trovano ognuno il proprio posto e la loro giusta collocazione.

Artefice di un’estetica del caos dove ambiguità e ambivalenza sono gli elementi costanti del suo percorso da artista digitale. I pennelli si avvicendano al mouse, seguendo un processo creativo che deve molto alla sua formazione di architetto, e che gli consente di progettare i suoi dipinti come fossero architetture di pensieri e idee.
I lavori esposti nelle sezioni di questa prima antologica esprimono la molteplicità di una parabola creativa tutta giocata sull’impatto visivo di tinte al neon e fluo, una festa di colori dove il senso di questo apparente disordine è racchiuso in un formato quadrato che riconduce all’equilibrio, all’ordine e al razionale.

Accade nei rimescolamenti dei Camouflages e nei provocatori chiasmi cromatici di Remix, in cui la realtà si traduce in una dimensione ambigua e confusa. Mentre nelle riflessioni che emergono dalle tele di Religions for Beginners, il mescolamento e l’alterazione dei personaggi generano una mitologia da cartoons prestata a un tema di carattere socio-politico, che certamente si presta a diversi livelli di lettura.

Infine se in Super Selfies realizza una satira del social, in Pop Trash accosta elementi che diventano scarti in un procedimento quasi duchampiano, procedendo a colpi di ready made, ma sempre con l’accattivante ironia che gli appartiene. Un elogio della confusione attraverso cui Corazziari rappresenta l’irrazionale logica della mutevolezza umana, nella sua accezione più creativa.